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Gli scrittori, se va bene, abitano le antologie più che i palinsesti.

Gli altri artisti (i musicisti, gli attori, i performer) abitano i palinsesti più che le antologie.

Nel mondo dei libri c’è un istinto alla storicizzazione che tiene gli scrittori lontani dal mercato: non sono spendibili, scrivere è un atto privato, pallido, serio.

La questione è davvero così banale?

In un’epoca di sovrapproduzione culturale, dove per vendere si ricorre necessariamente alle icone, quanto pesa, per l’editoria, non avere icone da spendere? Quanto pesa, nelle economie degli scrittori? Di riflesso: quale effetto ha sulla loro produzione?

Il fatto che, per far quadrare i bilanci, gli editori popolino gli scaffali con «non scrittori», manifesta forse il fatto che il libro sia diventato un oggetto di endorsement?

Forse, la questione è meno banale di quello che sembra.

Ho pensato di fare un salto all’IKEA e mettere la mia storia a servizio dei prodotti di consumo.

Nell’area notte dell’IKEA di Torino, l’autore interviene tra gli oggetti dell’arredo camera in esposizione
Azione #2 - Testimonial, IKEA Torino, letto

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L’azione si svolge all’interno dell’IKEA di Torino, lungo il percorso espositivo.

  1. Ingresso. L’autore entra all’IKEA come una cliente qualsiasi, seguendo il flusso del percorso obbligato.
  2. Selezione degli oggetti. Vengono scelti alcuni oggetti che appartengono all’immaginario della scrittura e della vita domestica: scrivanie, sedie da ufficio, lampade, letti, tazze, divani, librerie, sedie da cucina.
  3. Intervento sugli spazi. Accanto a ciascun oggetto viene posato un piccolo espositore trasparente contenente un’etichetta stampata. Ogni etichetta dichiara un legame tra quell’oggetto e il processo di scrittura di 603 giorni. Ad esempio: «Su una scrivania come questa (/R”£I$/=P ha scritto il romanzo 603 giorni», «Una tazza come questa ha contenuto almeno 603 caffè durante la stesura del romanzo.»
  4. Fake endorsement. Il tono è quello di una micro–campagna pubblicitaria, ma rovesciata: non è il prodotto a legittimare il libro, è il libro a «contaminare» il prodotto. L’autore si comporta come un testimonial.
  5. Documentazione. Ogni posizionamento viene filmato o fotografato:
  6. Uscita. L’azione termina quando l’autore abbandona il superstore.
Un’etichetta stampata appoggiata su un tavolo apparecchiato, tra un piatto fondo e una tazza gialla, all’IKEA di Torino
Azione #2 - Testimonial, IKEA Torino, tavola
Un’etichetta appoggiata su una libreria in esposizione, accanto ai libri, all’IKEA di Torino
Azione #2 - Testimonial, IKEA Torino, libreria

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L’azione è stata realizzata il 16.11.2025 all’IKEA di Torino.

Sono stati prodotti cinque video e diverso materiale preparatorio.

Nell’area notte dell’IKEA di Torino, tra lampade a sfera sospese, l’autore interviene su una cassettiera in esposizione
Azione #2 - Testimonial, IKEA Torino, zona living

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L’archivio è liberamente consultabile. La citazione è permessa con attribuzione a (/R”£I$/=P — @autore_del_xxi_secolo. Lo trovi qui.

Le azioni

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